Mangiare feci: un’abitudine sgradevole che molti proprietari preferirebbero non associare al proprio cane. Soprattutto quando quel fedele quattrozampe, cinque minuti dopo, ti dà un’affettuosa leccata sul viso.

Quando il proprietario riferisce questo comportamento durante una visita, oltre a tutti i possibili consigli comportamentali vale sicuramente la pena esaminare da vicino anche l’alimentazione del cane. Che possa essere utile lo dimostra chiaramente il caso di Pippo qui sotto.

Pippo, un simpatico labrador di 36 kg, un po’ sovrappeso, aveva da poco iniziato a mangiare feci. Dal suo proprietario riceveva un alimento di mantenimento premium di buona qualità per taglie grandi, ma il 20% in meno rispetto alle indicazioni sulla confezione, perché altrimenti sarebbe ingrassato ancora.

Si è deciso di eseguire un’analisi della razione con FeedWise, e presto è emerso cosa stava succedendo: con la porzione giornaliera ridotta Pippo riceveva non solo meno energia, ma anche meno nutrienti. Con questa quantità la sua assunzione di proteine scendeva sotto il livello raccomandato.

All’interno della stessa marca si è poi valutata l’idoneità della variante neutered. Grazie alla minore densità energetica di questa variante e ai contenuti proteici più elevati, Pippo poteva mangiare di più e assumeva nettamente più proteine.

E, cosa notevole: il comportamento è cessato già entro pochi giorni.

Questo dimostra inconfutabilmente che un’assunzione subottimale di proteine fosse LA causa? Non direttamente, perché il nuovo alimento conteneva anche più fibre e meno grassi. Ma un’assunzione così bassa di proteine, o proteine di bassa qualità, può teoricamente spingere un cane a cercare proteine extra. E dove si trova ancora molta proteina residua? Esatto: nelle feci.

Morale di questo caso: in presenza di questo comportamento conviene esaminare anche l’alimentazione. L’animale riceve abbastanza nutrienti con la razione giornaliera?

È esattamente qui che FeedWise può aiutarti. E ti stupirà quanto spesso si possa fare meglio.

Non conta infatti solo cosa somministri, ma anche quanto ne somministri, e se quella quantità copre davvero il fabbisogno di nutrienti.

In caso di coprofagia pensi sistematicamente anche all’alimentazione?

No responses yet

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *